H1>: Apollosa »

: Apollosaincifre

: apollosa notizie storia

Epitaffio apollosa - Apollosa notizie storia

Vai ai contenuti

Si tratta di un monumento, posto lungo la Statale 7 Appia,al  Km 256, ricostruito nelle  attuali fattezze nel XVII secolo per segnare il confine tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli; all'epoca della costruzione a Napoli regnava  Filippo IV  e Roma era governata dal pontefice  Urbano VIII.

Non è da escludere che l'attuale nome Epitaffio o Epitafio derivi da un'antica iscrizione sepolcrale, posta nei pressi dell'attuale monumento, in un'edicola di provenienza romana, che in un primo tempo fu rimaneggiata e successivamente, nell'anno 1077, strutturalmente adattata a cippo di confine di stato, a seguito dell'effettiva costituzione dell'enclave pontificia nel territorio beneventano. Un tempo, l'Epitaffio era munito di una monumentale fontana, collocata nella parte centrale dell'opera, dalla quale sgorgava acqua potabile, ad uso prevalente degli abitanti del circondario e del corpo di guardia papalino, addetto al controllo dei passeggeri e delle merci in entrata a Benevento.




La fontana era alimentata dalle sorgive della vicina località Fornilli (l’odierna contrada Cancellonica di Apollosa) e costruita nei primi anni del XVII secolo, la fontana è ormai scomparsa da tempo. Con essa sono andati perduti l'epigrafe originale e i bassorilievi raffiguranti le armi di Filippo III, Re di Spagna tra il 1598 e il 1621, e del viceré di Napoli Giovanni Alfonso Pimentel Herrera. È invece ancora ben conservato lo stemma in pietra di Papa Urbano VIII (Maffeo Vincenzo Barberini, pontefice dal 1623 al 1644), che reca il triregno, le chiavi pontificie e le tre api, simbolo della sua nobile famiglia fiorentina.
URBANO VIII
Nel 1799, gli echi della Rivoluzione Francese si propagarono nelle province del Regno di Napoli, raggiungendo inevitabilmente anche Apollosa. Sotto la spinta degli ideali illuministi e anticlericali, il monumento subì gravi danni, come documentato da Salvatore De Lucia nel suo volume Passeggiate Beneventane. L’autore descrive così l’accaduto:
«L’Epitaffio, situato a tre miglia dalla città, segnava il confine tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli. Oggi, di quel limite, non resta che una muraglia di mattoni bordata in travertino. Durante i tumulti rivoluzionari, quando l’odio si scaglia cieco contro ogni traccia del passato, furono abbattuti gli stemmi marmorei del re di Spagna e del viceré Pimentel, vennero rimosse le "somme chiavi" e fu rovesciata l’epigrafe. Presso la casa turrita, sede del corpo di guardia, i soldati del regno partenopeo erano soliti deporre le armi prima di attraversare il territorio pontificio. I nostri anziani raccontano ancora che i soldati napoletani seguivano poi a distanza le proprie armi, fatte trasportare su delle carrette».
Circa un decennio prima di questi tragici eventi, mentre la Francia iniziava a essere travolta dai moti rivoluzionari, giunse a Benevento Carlo Labruzzi. Il pittore romano, celebre per le sue vedute paesaggistiche e urbane, aveva ricevuto l'incarico di documentare ad acquerello i principali monumenti della Via Appia nel tratto tra Roma e Benevento. In questo viaggio era accompagnato dal suo committente, Richard Colt Hoare di Stourhead: un facoltoso gentiluomo inglese, profondo conoscitore della storia italica e appassionato cultore dei classici greci e latini.
Labruzzi impresse sulla carta anche l’aspetto originario del monumento di Apollosa, permettendoci di ammirarlo nella sua interezza seicentesca, poco prima che la furia rivoluzionaria ne deturpasse per sempre i fregi e la memoria monumentale.







PONTE ROMANO EPITAFFIO,SOVRASTATO DALL'OMONIMO MONUMENTO
Acquarello in seppia con tracce di matita
Autore Carlo Labruzzi
Stampa del 1789
( Biblioteca Apostolica Vaticana)
Il disegno, che raffigura l'Epitaffio ancora munito di epigrafe e bassorilievi originali, quasi a ridosso dell'omonimo ponte romano, fa parte di una collezione di 226 disegni ad acquerello monocromo eseguiti dal pittore romano per illustrare i luoghi e i monumenti della Via Appia. Attualmente, tutti questi disegni sono di proprietà della Biblioteca Apostolica Vaticana e sono stati pubblicati nel volume  "La Via Appia nei disegni di Carlo Labruzzi".
Sul finire degli anni quaranta dello scorso secolo, nella parte centrale del monumento, immediatamente sotto lo stemma pontificio,in occasione dei lavori di restauro, fu murata una lapide contenente un proclama di matrice liberale attribuito ad Alfredo Zazo, il cui testo recita :
« Questo termine eretto nel XVII secolo, pontefice Urbano VIII re Filippo IV, per segnare il confine del Ducato di Benevento, e mai quel confine segnò se esso fu meta ai perseguitati politici e transito di meno conculcate idee di libertà oggi ricorda che imposte barriere non fermano impeto di ideali e fatale andare di popoli. MCMXLIX »



Fonti:
  • Distinta relatione di quanto è accaduto nelli due incontri fatti da Sua Eminenza il Signor Cardinale Michele Federico d’Althann alla Santità di Nostro Signore Benedetto XIII, stampata a Napoli da Francesco Ricciardo nel 1727;
  • S.Rampone - Memorie politiche di Benevento dalla rivoluzione del 1799 alla rivoluzione del 1860, Tipografia D’Alessandro, Benevento 1899;
  • Salvatore De Lucia  Passeggiate beneventane  -1928 ;
  • La Via Appia nei disegni di Carlo Labruzzi - Biblioteca Apostolica Vaticana.



A.Savoia  ©      maggio   2010







Nel Mese di giugno 2025 la facciata esterna del Monumento Epitaffio torna  al suo originario splendore. Il  Sindaco di Apollosa Danilo Parente, insieme al Sindaco di Benevento Clemente Mastella , sabato  15 giugno 2025, ha presentato i risultati del restauro del prestigioso monumento apollosano.

Il restauro è stato possibile grazie a fondi pubblici e privati,  questi ultimi messi a disposizione da una grande azienda italiana fecente capo a Diego Della Valle.


a/S      Giugno     2025
 



Torna ai contenuti